LA FAMIGLIA ESPOSITO

Proviene da un equivoco, che consiste nell’appropriazione indebita di oggetti in fase di trasloco. La famiglia Esposito può essere considerata come il riscatto che è stato pagato per la mia spontanea riconsegna. Una signora che mi aveva osservata fino a quel momento mi disse che aveva un solaio ed una cantina pieni di oggetti ancora più belli e che me li avrebbe regalati volentieri. Che tesoro trovai. Ma le cuccume! I filtri delle cuccume hanno alla base una superficie bucherellata così da far scivolare via ogni traccia d’acqua, servizio che gli Esposito forniscono superbamente.

LA PERMANENZA

Questi oggetti sono impregnati di permanenze, delle tracce del loro passato, ci dicono della loro storia e del loro precedente proprietario e di come li ha usati e poi li ha buttati via. Concepire un oggetto nella logica della permanenza vuol dire muoversi su un terreno in cui la continuità e la maturazione del tempo contribuiscono ad un arricchimento sia dell’oggetto che del soggetto. Nella permanenza il tempo non solo arricchisce, ma dona una dimensione di esperienza, l’oggetto si impregna di tempo e ne fa tesoro. Portatore di messaggi infiniti.