LA MIA TRAPPOLA

Suona il campanello, è Salvatore che ironicamente mi chiede se mi serve una scatola di sardine vuota che a trovato in Piazza Sire Raul.
E’ questo l’atteggiamento di chi sta a guardare come spettatore i “cercatori metropolitani” come me. Solitamente questa febbre però, non lascia indifferenti e a poco a poco anche i più scettici ne sono contagiati, osservano prima dubbiosi, poi incuriositi, rimanendo intrappolati nella scatola di sardine.

UNA CHIAVE D’ACCESSO

Gli oggetti codice sono quel tipo di oggetti che hanno la capacità di intrattenere un dialogo unico con la persona che li ha scelti, sono portatori di messaggi personali, quasi intimi. Sono la chiave d’accesso alla comunicazione interpersonale e tracce dell’individualità di chi se ne serve, sono radicati nei fenomeni dell’inconscio, toccano l’immaginario primario. L’individuo si specchia e si confronta con un modello di oggetti inanimati ai quali attribuisce significati assolutamente personali, nei quali proietta le proprie paure e i propri sentimenti e con i quali instaura conseguentemente un rapporto di dipendenza.