Ruotolo

Non tutti i ritrovamenti sono completamente sanabili. Una sera tornando a casa trovai una poltrona da ufficio malandata. Portata a casa tentai di curarla, ma non ci fu niente da fare, l’unica soluzione fu smontare la seduta e cercare di riutilizzare la parte inferiore dotata di rotelle. Avrei voluto farne una poltrona con una tinozza di metallo. Non trovai la tinozza ma dei cerchioni abbandonati. Mi venne l’idea di sostituire la tinozza con un cerchione ed una pallina da tennis come snodo, lei ultima arrivata diventò determinante. Ne nacque uno sgabello: Ruotolo, lo sgabello per ospiti scomodi. Lui così accattivante e colorato nel suo disequilibrio e per quelli che ci siedono sopra.

L’incompleto e [scomodo]

Non sempre gli oggetti raccolti per strada sono integri, anzi quasi sempre sono mancanti di qualche parte. La loro incompletezza è il punto di partenza. Alcune buone idee vengono per l’ appunto dall’assenza di qualcosa che viene sostituita da altre. Questa metodologia è già acquisita dalla percezione visiva che non si accontenta di una porzione di oggetto, ma lo completa, sia ripristinando le parti che crede originarie sia dando libero sfogo all’immaginazione. In entrambi i casi le parti visibili dell’oggetto integrano quelle invisibili, allo scopo di produrre una configurazione compiuta. Il fatto conoscitivo consiste nel respingere la totalità di una configurazione che si presenta e nel reinterpretarla come parte di un tutto.